30/04/2012

Una notte a Napoli

 P1030705.JPGIl display della sveglia sul comodino segna le 04:04
Un'ora doppia. Chissà perche fin da da bambina quando ne leggo una, esprimo un desiderio.
Le doppie ore come le stelle cadenti... Il mio desiderio?
Non passare più notti in bianco!
Ma è una richiesta troppo difficile da esaudire e allora decido di alzarmi.
Mi preparo un bel caffè e me ne vado in terrazza.
Mi lascio inebriare dalla bellezza della città, dal profilo del Golfo, dalla brezza che soffia dal mare e dal groviglio di strade e vicoli... La mia Napoli sta dormendo!
Sembrano cosi’ lontane stanotte quelle immagini che la fanno balzare agli onori della cronaca solo per delinquenza e immondizia.
Come se la notte avesse il potere di anestetizzare ogni bruttura e dolore.
E’ difficile spiegare il rapporto che c’è tra i napoletani e la loro città. E’ un legame complesso e contrastato ma allo stesso tempo, o forse proprio per questo, inscindibile.
Napoli è  una città rassegnata al suo destino, tradita e sporcata dalla sua stessa gente e condannata ad uno status quo irreversibile ma ogni cellula del tuo corpo appartiene a quel ventre stanco e devastato che continua a rimanere vivo per non si fa quale miracolo.
Napoli è bella e affascinante quanto bugiarda e dannata: prima ti ammalia con la sua bellezza prorompente e poi ti ferisce e ti delude a tal punto da non avere altra scelta se non quella di lasciarla con  la consapevolezza che sarà per sempre, che non non ci tornerai più tranne che per brevi periodi... Proprio come ho fatto io quando quattro anni fa mi sono trasferita a Milano con  una valigia pieni di sogni da realizzare e buoni propositi da mettere in pratica.
Per una persona timida, riservata e taciturna come me arrivare nella capitale delle public relation, dei contatti giusti e dell’aperitivo nei locali di tendenza, sembra quasi un paradosso. Infatti non è stato facile ambientarmi, mi sono sentita a lungo come un pesce fuor d’acqua, respiravo ovunque competizione e ambizione e mi sembrava di vivere in una vetrina in continuo allestimento.
Poi però ho capito che il mio senso di inadeguatezza non era attribuibile alla città; era troppo facile dare la colpa alla nostalgia della mia vita precedente, era un alibi per non reagire!
Sentirsi diversa dagli altri e spesso sola in mezzo a tanti... non credo che questa sensazione sparirà mai completamente.
Forse è per questo che mi è sempre piaciuto scrivere.
Quando scrivo riesco a spiegare quello che provo e tutto quello che sento e vedo diventa reale, dotato di senso e logica... E’ una bella sensazione, mi fa sentire viva!
Quando provo a fare la stessa cosa a voce scelgo sempre le parole meno adatte per esprimermi o, peggio ancora, dico esattamente il contario di quello che penso. Soprattutto quando  si tratta di sentimenti o forti emozioni, pur di non apparire vulnerabile, faccio di tutto per impedire alla vera di me di uscire fuori.
Mi sarebbe piaciuto fare della mia passione il mio lavoro, è per questo che mi sono trasferita a Milano, ma ben presto ho capito che la scrittura è una disciplina soggetta a regole ferree, a correzioni e supervisioni continue alla fine delle quali del tuo progetto iniziale resta ben poco.
Cosa vuol dire saper scrivere? A mio parere non è questione nè di grammatica nè di sintassi.
Se riesci ad emozionare anche solo una persona che legge quello che hai scritto, per me hai già motivo di essere felice.
La  scrittura è come una canzone, non è di chi la scrive ma di chi la fa sua mentre l’ascolta.
Solo che nel mondo reale le cose non vanno proprio cosi’e il mio grande sogno, per ora, l’ho messo in un cassetto: lo apro ogni volta che ho voglia di  urlare come se al posto di mille fogli scarabocchiati lì dentro ci fosse  la mia voce, lo apro ogni volta che i ricordi del passato tornano a bussare alla mia porta senza chiedere il permesso, lo apro ogni volta che una canzone mi riporta alla mente un momento magico che non può più tornare, lo apro ogni volta che di fronte ad una nuova sfida parto già sconfitta per convincermi che invece posso farcela
Sta per albeggiare, la luna è sempre più pallida. Mi piacerebbe vedere il mondo da  lassù...  Chissà se la mia percezione delle cose cambierebbe se la gurdassi da un’altra prospettiva.
Una folata di vento mi riporta alla realtà e la realtà è che quello che conta davvero in fondo non lo lasci mai, lo porti con te... per sempre e malgrado tutto!
E con questa consapevolezza, domani si ritorna a Milano!

 

11:00 Scritto da: diada2 in blog life, sfoghi | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

06/04/2012

Regalo di nozze

 lettera,matrimonio,amicizia,amoreHo passato ore a pensare a come potessi sorprenderti, lasciarti senza parole e cosi’ ho deciso di fare la cosa più difficile per me, quella che proprio non farei mai se non per qualcosa o qualcuno che ne valesse davvero la pena.
E cioè parlare davanti ad altre persone e soprattutto parlare di sentimenti... Uscire fuori dal  guscio che mi protegge dal mondo e tirare fuori quello che ho dentro!
Tu sai bene di cosa parlo: quante volte sei venuta a prendermi nel mio nascondiglio in tutti questi anni, quanta pazienza che hai avuto!

Abbiamo condiviso tutto: dall’esame di terza media alla laurea, dalla prima cotta ( la mia è stata davvero disastrosa e so che non la dimenticherai mai) al grande amore, dalle nostre camerette ad una casa intera, da Napoli al trasferimento a  Milano e Bologna, dai piccoli e grandi dispiaceri alla pura e semplice gioia.
Tu estroversa e intraprendente, io riflessiva e taciturna.
Il tuo continuo parlare a 300 all’ora e il mio parlare a stento. Il tuo entusiasmo a mille e il mio pessimismo cosmico. I miei continui sbalzi d’umore e il tuo grande equilibrio.
Il tuo ideale di bellezza: Raul Bova, il mio Nicolas Cage!
Da adolescenti irrequiete e insicure siamo diventate donne consapevoli di esserlo.
Dalle tue frangette ai miei mille colori di capelli, dalla tua voglia di stabilità al mio desiderio continuo di fuggire via.
Dagli uomini che ci hanno fatto battere il cuore a quelli che in un’altra vita avremmo amato; da quelli per cui abbiamo passato notti in bianco a quelli con cui dormiamo ogni notte.
Il tuo addormentarti a tempo di record e la mia insonnia che mi obbligava a guradare il Maurizio Costanzo Show  a mò di ninna nanna.
Difficile elencare tutte le cose che sono cambiate in questi anni ma è facilissimo trovare il filo che le lega tutte l’una all’altra. E’ un filo sottile, quasi invisibile.
A volte lo abbiamo dato per scontato e lo abbiamo fatto allentare; quando poi stava per strapparsi è magicamente tornato più forte di prima!
Quel filo è la nostra amicizia che, come un tatuaggio sulla pelle, diventa una parte di te

Il giorno del tuo matrimonio è arrivato!
Questa giornata l’abbiamo immaginata in tutti i minimi particolari tantissime volte ma nei nostri sogni non è mai stata cosi’ bella.
Perchè potevamo prevedere ogni dettaglio tranne la bellezza e la luce dei tuoi occhi in questo momento.
Hai una persona splendida al tuo fianco. Marcello è una persona delicata; se lo dovessi definire con un unico aggettivo sarebbe questo.
Ti rispetta profondamente e sono sicura che non smetterà mai di farlo.
La sua bontà d’animo e la sua grande umiltà lo fanno spiccare tra tanti che invece, dopo lo scoppio iniziale, svaniscono nell’aria  come una bolla di sapone.

Mi avete fatto il regalo più grande, come dice Tiziano: mi avete fatto conoscere il grande amore!
E’ più pesante di un casatiello superfarcito e si gasa quano in Tv guarda programmi come Lavori sporchi, Megastrutture e Com’è fatto... Ma in fondo lo amo anche per quello!
Non ho consigli da darvi nè auguri particolari da farvi perchè da due persone che si amano come voi c’è solo da imparare.

Oggi  inizia un nuovo capitolo della vostra storia d’amore: lasciatevi travolgere dall’oceano di emozioni che vivrete da oggi in poi!

30/03/2012

Lo spazio bianco

rottura xiao.jpgIeri ho visto un film. Si intitola Lo spazio bianco. Cosa c'è di strano? Che mi ha fatto pensare a te! Nel film in questione lo spazio bianco è quella parentesi che si sviluppa tra l'accadimento di un fatto e la sua risoluzione in modo positivo o negativo. Per me lo spazio bianco è ciò che ha avuto un inizio ma non una fine semplicemente perchè è stato interrotto bruscamente e tutto è rimasto fermo, immobile. Sarebbe potuto diventare nero se a quel periodo di incomprensioni e litigi avessimo fatto seguire un addio; sarebbe potuto diventare rosa se avessimo deciso di riavvicinarci pian piano come abbiamo fatto in passato; lo abbiamo fatto diventare bianco lasciandolo in sospeso come si fa con le cose che si possono rimandare, che non hanno una priorità assoluta, che se ci pensi domani non cambia niente. Ho pensato che tutti hanno degli spazi bianchi. Dovrebbero inventare un macchinario specifico che li quantificasse. Sono quel che resta di piccole e grandi delusioni, un sorta di ferita che però non si rimargina.
Li immagino posizionati vicino al cuore. Non fanno male ma, quando pensi di quanti colori li avresti potuti colorare, la loro presenza torna a farsi sentire.
Ho paura dell'abbandono, è la mia paura più grande.
Non mi lego a molte persone perchè ho  posto una serie di barriere, i famosi "paletti", a difesa del mio cuore.
Ma tu eri riuscito ad abbattere la "grande muraglia". Quanto tempo ci è voluto e quanta pazienza che hai avuto! Molte volte non  ci capivamo e litigavamo ma eravamo forti insieme. Eravamo uno spasso!
Se tornassi indietro ti cercherei di più, ti direi "ti voglio bene" molto spesso.
Ma una cosa non te la perdono. Mi hai buttato via come una carta sporca, in questo non sei stato diverso da quelli che in passato mi hanno detto:"Per il tuo bene, è meglio cosi'! Oppure "Stai lontano da me, ti farei solo del male!
Custodisco il ricordo della nostra amicizia come un gioiello prezioso che, proprio per il suo valore, preferisci mettere in cassaforte invece che indossarlo. Anche perchè, indossato nuovamente, non brillerebbe più come prima!
Mi manchi e continuerai a mancarmi, ancora per un bel po' credo!
Il tuo spazio rimarrà bianco ma rimarrà per sempre.
Mi fa male sapere che  non ho lasciato nemmeno uno spazio bianco su di te!